Facciamo un po di chiarezza in proposito:
Qual è la differenza tra candeggina e candeggina delicata?
A MANO
Facciamo un po di chiarezza in proposito:
A MANO
In questi mesi dall'apertura della lavanderia ho avuto modo di conoscere e riconoscere una molteplice e vasta categoria di persone osservando da remota i loro movimenti.
Stante il fatto che la formazione sia tecnica che chimica dei macchinari e dei prodotti è il minimo requisito che bisogna adempire per avere un quadro della gestione di un'impresa, seppur piccola; c'è sempre qualcuno che pretende di essere più informato di te sull'argomento.
Sebbene sia una personalità con problemi di D.O.C. ho imparato ad accettare il fatto che l'ordine non fa parte della quotidianità collettiva ma soggettiva.
La categoria di individui che più apprezzo per azioni simbiotiche sono gli ordinati: quelle persone che rimettono le cose come le trovano e si assicurano che tutto rimanga invariato nella disposizione trovata al loro arrivo. VI AMO!
La seconda categoria sono quelle persone che dimenticano le cose: ahimè smemorati dei miei stivali, non avete nulla da temere, quella cesta dei "dimenticati" sarà sempre li per voi!
Ci sono poi quelle persone che lasciano tutto in giro, carrelli, stracci, briciole, sportelli aperti e calzini nell'oblò, per loro suggerirei (e mi capita raramente di ripeterlo a qualcuno che non sia io) un po' meno frenesia.
Le mie adorabili vecchiette che si riuniscono a "sfaccendare" e si tengono compagnia con le loro chiacchere in spensierata armonia, o quelle che scelgono la mattina presto per rilassarsi con una rivista in attesa della fine dei loro cicli di lavaggio/asciugatura avendo entrambe cura di lasciare tutto pulito ed in ordine. VI ADORO!
Ci sono i ragazzini che entrano esclusivamente a parcheggiare i loro giovani deretani in negozio a puro scopo ludico-distruttivo, a questi consiglio un oratorio o una biblioteca o meglio ancora a racimolare cartacce dal suolo cittadino come regola civile e dimostrativa; sia mai che imparino la cultura del rispetto delle proprietà altrui ed il valore del sacrificio...
Le mamme coi pargoletti: piccoli angeli allo sbaraglio sganciati in lavanderia come cani sciolti a giocare tra prodotti per il bucato e l'asciugatura. Mi soffermo su questa categoria in quanto l'allegoria infantile è genuina, incosciente dal punto di vista della loro ingenua età. Le mamme d'altro canto le comprendo: lo sono anch'io, so quanto è dura, motivo per il quale c'è in negozio una cesta in plastica che contiene alcuni giochi educativi per salvaguardare sia le loro menti in evoluzione che le mie palle (ovviamente quelle destinate all'uso per lavatrici e asciugatrici) e non di meno la tranquillità delle mamme, nella speranza che queste aiutino i figli a riporle.
Le mamme e i papà dei cani 💗una cesta di giochi anche per loro!
Ad ognuno di voi dedico attenzione e riguardo, agisco in conseguenza a quello che vedo quando siete in lavanderia e cerco di offrire ogni giorno quel qualcosa in più che vi fa tornare da me col sorriso sulle labbra.
Da quando ho acquistato il mio negozio di lavanderia a gettoni ne ho viste parecchie di stranezze; da chi lascia capi da buttare a chi ne dimentica, da chi si fa prendere dall'isteria e sfoga la propria frustrazione sui macchinari quando i gettoni non entrano a dovere, chi fa lunghe telefonate, chi lascia in giro stracci sui macchinari, chi si cimenta in partite a carte dimenticando il bucato, chi si ritrova e fa merenda sul tavolo, i ragazzini che fanno la guerra con le palline per la lavatrice e per l'asciugatrice e quelli che invece si rilassano con la musica che scelgo di mettere e semplicemente sceglie di rimanere al riparo nel mio negozio, chi intrattiene i propri figli inventandosi giochi con quello che metto a disposizione, chi porta con se il proprio fedele amico a quattro zampe e si tiene compagnia con quest'ultimo nell'attesa, chi prende uno dei libri che lascio da leggere, chi si abbraccia e si bacia, chi si annoia al telefono sui social media, chi invece lascia che le macchine lavorino e prende la porta tornando a lavoro concluso, il padre coi figli che intrattiene egregiamente esercitando la loro educazione, la donna di mezza età con la madre anziana e il figlio che chiacchierano e collaborano insieme.
Per quanto tutto questo sembri scontato è un pezzo di cuore a cui assisto ogni giorno, generazioni di famiglie che pur adempiendo a quelli che sono i doveri quotidiani, si ritrovano nel calore di un momento tutto per loro e questa sensazione non può che riempirmi di soddisfazione e di gratitudine, quello che pensavo fosse un azzardo dispendioso si è rivelato un focolaio di momenti di riunione e di relax.
Adoro vedere come uno spirito comunitario vi congiunga all'interno dello spazio che ho creato e adoro farne parte; mi affascina l'idea di aver dato loro un luogo dove il tempo si ferma.
Ho lavorato molto su questo progetto e sono soddisfatta di ogni particolare che ho pensato per renderlo unico. Per prima cosa ho pensato ad un colore primordiale: rosso sangue, ho dato per scontato che essendo a gettoni la lavanderia dovesse essere vintage ad ogni costo, per cui ho stampato delle foto di lavandaie intente a insaponare e lavare lenzuola in ginocchio sul naviglio, le nostre "nonne" simboleggiano quanta strada abbiamo fatto negli anni e come la tecnologia sia stata cruciale in questo passaggio di generazioni; molte delle istruzioni che man mano ho fornito nel negozio sono arrivate grazie ai vostri preziosi consigli; molti dei servizi che "regalo" sono frutto di esperienze che ho vissuto sulla mia persona, una vasta quantità di errori che mi hanno portata fino a qui. Le essenze sono state una scoperta fatta dal mio naso in su come una sognatrice, ho immaginato quel profumo pervadere casa e me ne sono letteralmente innamorata; le palline sono state un incentivo per chi ha tanta fretta, le ceste per la biancheria sono frutto della mia esperienza di cliente, come voi, di una lavanderia scoperta per caso, così come la mancanza di un porta ombrelli, un attaccapanni; non volevo il classico ed anonimo tavolo bianco sterile, volevo arte e comodità, sacchi per scarpe e reggiseni, la carta per ogni evenienza, un cestino unico e strano, un posto dove riporre le cose perdute, una panca morbida per chi soffre la durezza di una sedia, consigli sulle pareti e profumi da ricordare, una panchina unificatrice che regalasse abbracci e baci rubati, due sedie per guardarsi negli occhi, dei libri da respirare e musica nell'aria.
Anno nuovo vita nuova. (sì, col cavolo)
Siamo nel tanto temuto anno nuovo, periodo in cui ognuno fa buoni propositi per una vita migliore, per migliorarsi, per fare progetti futuri che impegneranno l'anno; insomma, per quanto ci sforziamo non riusciamo quasi mai ad adempire.
Un po' di consigli per evitare di non raggiungere i propri obbiettivi:
1) non alzate troppo la soglia dei vostri standard, a tutti piace imporsi degli elevati obbiettivi di vita annuali ma bisogna anche porsi dei limiti in base alle nostre capacità e ai nostri impegni.
2) gli obbiettivi devono essere fattibili, non devono essere sogni irrealizzabili.
3) va conteggiato l'impegno che ci mettete; facile porsi degli obbiettivi, un po' più difficile raggiungerli se non ci si impegna a sufficienza.
4) non strafate con la mole di impegni prefissando un numero esagerato di cose da fare.
5) gli obbiettivi sono solo vostri, non scaricateli su altri.
Fate spazio alle cose inutili di tanto in tanto, prendetevi quell'ora tutta per voi, coccolatevi di vizi e virtù se non volete cadere in una noiosa routine.
Stirate con la musica, sparecchiate ballando, pulite casa usando la scopa come una chitarra, date fiato alla vostra voce quando pulite la doccia, mettete a mollo i piedi e prendetevi quelle benedette pause, concedetevi un cioccolatino, un dolce, un salatino.
Fate di voi stessi una nuova versione, la migliore che potete, state lontani dagli eccessi e date anche a voi stessi la giusta importanza, i piatti si possono lavare dopo, ai panni ci pensa la lavatrice, ai figli ci può pensare l'altro genitore, i nonni, la baby sitter o la vicina per quell'ora.
Aiutate anche solo ascoltando chi si trova in difficoltà, date voce a chi è più debole, introverso, impaurito.
Siate nuovi.
Sappiamo che è estremamente noioso, lungo e laborioso; ma soprattutto: DOPO BISOGNA RIPULIRE!
Partiamo da un presupposto: il lavoro maggiore è senza dubbio "impacchettare casa" per evitare di dover fare doppio lavoro successivamente.
Bisogna ricordarsi di coprire gli stipiti delle porte con nastro di carta, proteggere la porta o rimuoverla direttamente, coprire gli zoccolini (a meno che non si intende cambiarli), coprire i lampadari, svuotare i mobili e spostarli al centro della stanza, coprirli con telo e plastica, coprire il pavimento, organizzare pennelli e rulli/rullini per il lavoro; insomma un gran da fare e tanto stress...
A di la del lavoro, il colore: bisogna saper scegliere il tono giusto anche in base all'arredo di casa, la presenza di brillantini o sabbia nel colore e la tecnica che si vuole adottare.
Se abbiamo dei mobili chiari troppo contrasto rischia di fare un pugno in un occhio, il mobile wengé si sposa bene con il colore sabbia o glicine, il marrone va scelto con cautela e lasciando sempre uno spazio dal soffitto per evitare la dissonanza, il soffitto in netto contrasto con le pareti rimpicciolisce o ingrandisce la stanza, le pareti laterali di un colore e le frontali di un altro danno profondità alla stanza solo se il soffitto viene fatto dello stesso colore, insomma: bisogna saperci fare!
L'imbianchino può sbagliare, ma se si sceglie un professionista "quotato" da ottime recensioni può essere un ottimo investimento.
Quando si richiedono lavori particolari bisogna tenere a mente il portafogli...oggigiorno per imbiancare possono volerci anche più di mille euro, ma la mano esperta può determinare la duratura del lavoro e risultare un progetto ben riuscito per risparmiarsi a lungo la "rinfrescata". Brutte notizie per i fumatori a domicilio: la nicotina si deposita sui muri e richiede più frequenza, un consiglio: scegliere toni caldi ed evitare il bianco brillante, piuttosto una tonalità di bianco più vintage.
Veniamo al dopo pittura, i piccoli lavori di pulizia dei residui che abbiamo eventualmente lasciato: esistono in commercio degli ottimi pulitori dedicati proprio ai posteri del lavoro di tinteggiatura, procurateveli direttamente in fase di acquisto del colore scelto in modo tale da non doversi arrovellare dopo con sessioni ripetitive di tentativi con diversi prodotti che possono danneggiare piastrelle e legno.
Detto questo piccolo vademecum pre-imbiancatura: BUON LAVORO!
Vi è mai capitato di essere sopraffatti dalla mole di impegni sopraggiunti o che vi siete presi pensando di farcela? O ambedue le cose vi hanno letteralmente sommerso lasciandovi annegare in quella che io chiamo "vasca di compiti"? Oserei dire una barca ultimamente per quanto mi riguarda...
Ricordiamoci sempre che in queste occasioni di sconforto iniziale dobbiamo racimolare quante più piccole soddisfazioni riusciamo ad avere per il nostro tornaconto personale, per innalzare la propria autostima e che dimostrano a noi stessi che ce la possiamo fare, ma...
Non sono certo vicende come quelle raccontate da Lady Whisteldown ma sono sicuramente gravose.
Negli ultimi periodi (diciamo mesi) sono stata personalmente coinvolta in un vortice di eventi che mi hanno vista sfaccendare oltre le mie misure di capacità, sia per quanto riguarda i miei limiti fisici (ahimè) sia per quanto riguarda i miei risvolti psicologici in tal senso. Ecco, su quest'ultimo sono a soffermarmi a causa della mia ormai incapacità di gestire tante emozioni, ma soprattutto ad elaborarle all'unisono. Frequento una psicoterapeuta on-line su una della tante piattaforme che elargiscono questi servizi senza la tipica ansia da prestazione dell'incontro diretto e faccia a faccia con uno psicoterapeuta; ormai attendo con ansia il giorno di terapia, tanto che a volte richiedo più soventi incontri in base al sovraccarico sensoriale al quale sono esposta.
Sono dell'idea che giovarne mi abbia reso una persona nuova, più sicura e con molta più voglia di interagire, raggiungere i miei obbiettivi, sebbene questa terapia inizialmente serviva per innescare un certo equilibrio inerente i miei D.O.C. (disturbi ossessivo compulsivi) per l'ordine. Da questi deriva la perenne frustrazione a fine giornata di non aver assolto i miei doveri; ad oggi devo ammettere che sto imparando ad accarezzare l'idea che la perfezione sia un po' sopravvalutata.
Indi per cui non ci vedo più nulla di male a procrastinare un pochino in quelle che sono cose al momento futili; diversamente però, mi rendo conto che le persone hanno una vasta "gamma" di problematiche di organizzazione della propria agenda, ed è a loro che mi rivolgo: fatevi aiutare ad imparare a gestire i vostri impegni, senza ubriacarvi di autostima e soprattutto di sovraccaricarvi di impegni pur di dimostrare qualcosa.
Sebbene io stessa sono l'ultima persona che dovrebbe dispensare questo genere di consigli...vi affido la mia esperienza in prima persona: il sovraccarico è doloso! Ho però sviluppato un senso di autoconsapevolezza vedendo che nonostante tutto, ogni tanto è bene: chiedere aiuto, procrastinare, assegnare priorità, non strafare e soprattutto cogliere sempre anche le più piccole soddisfazioni per quanto insignificanti possano sembrare.
Miei cari lettori, qui vi saluto e vi attendo al prossimo articolo.
Sentitamente Vostra
LE TOSSINE DELLA CASA SONO:
1. Oggetti che non utilizzi più
2. Vestiti che non ti piacciono o che non usi da molto tempo. Biancheria intima rotta.
3. Oggetti rotti
4. Vecchie lettere e annotazioni
5. Piante morte o malate
6. Vecchie ricevute e riviste
9. Scarpe sfinite dall'uso
7. Qualsiasi tipo di cose inutili che richiamano il passato o sono dolorose da vedere
8. Se hai figli, giochi che non usano, che non funzionano o rotti.
CON IL DISTACCO DA QUESTE COSE:
1. la salute migliora
2. la creatività cresce.
3. le relazioni migliorano.
4. hai più capacità di raziocinio.
5. migliora l'umore.
DOMANDE CHE AIUTANO IL DISTACCO:
- perchè sto conservando questo?
- ha a che fare con me oggi?
- cosa sentirò nel liberarmi di questo oggetto?
SEPARA E CLASSIFICA:
1. Se in buono stato da donare
2. Se sgualcite o rotte da buttare
3. Se utili o richieste da vendere
LA PULIZIA DA DENTRO SI RIFLETTERA' FUORI
1. Evita rumori estremi.
2. Meno luci forti.
3. Meno colori eccessivi.
4. Meno odori e profumi chimici troppo persistenti.
5. Meno ricordi tristi.
6. Concludi i progetti inconclusi magari chiedendo aiuto.
7. Coltiva energia positiva nella tua casa con l'atmosfera tranquillizzante di un mix di candele profumate e diffusori con bastoncini, quadri colorati e coperte da stendere tra la seduta e lo schienale, cuscini da divano/poltrona, put porri in una ciotola sul tavolino o piantine grasse in vaso di design.
Fai una pulizia generale e usa scatole per organizzare. Incomincia da cassetti e armadi e concludi ogni stanza, fai secondo il tuo ritmo...ma senza pietà.
a) Immondizia
b) da riordinare.
c) da riciclare.
d) in dubbio
e) regali.
f) donazioni.
g) vendere.
Mentre ORDINI, osserva ciò che cambia in te.
Nella misura in cui puliamo la nostra casa fisica, mettiamo in ordine anche nella nostra mente e nel nostro cuore in modi inaspettati.
Pratica il distacco con le cose materiali che servono solo a riempire il tuo spazio e vedrai come, poco a poco, potrai fare lo stesso con situazioni più trascendentali.
Quando acquistiamo un capo abbiamo delle istruzioni su quelle fastidiose etichette che tanti tagliano a causa della loro scomodità, queste istruzioni sono per lo più codici di lavaggio e stiratura.
Siamo una società che va sempre di corsa e non molte persone si fermano ad osservarle, sebbene servono proprio per renderci conto di cosa dovremmo o non dovremmo fare durante i passaggi. Ebbene: abbiamo delle vere e proprie istruzioni, queste sono indicate in base al tessuto che può essere più o meno resistente al calore, come la lana (il tipico maglione infeltrito dal lavaggio a 90°), come il cotone, resistente alle alte temperature e ad ogni detergente, l'acrilico che è meglio non inserire in asciugatrice e sicuramente non va stirato ad alte temperature (ben che non sembra averne bisogno la stiratura leggera serve a ripristinare la trama delle fibre) Le lenzuola e le tovaglie che molti non stirano in realtà non si rendono conto del beneficio che riserverebbero alle fibre dei tessuti, non solo distendendole ma anche sterilizzandole sebbene il lavaggio sembra essere stato ad HOC per ottenere l'igienizzazione ottimale; il vapore conferisce una maggiore pulizia e debella quei batteri che aria e acqua non riescono a portarsi via. Le camice, odiose compagne di stiratura, sono per lo più noiose ed il criterio ottimale di stiratura prevende un ordine per gradi nel quale possiamo ottenere un risultato professionale: Procedendo con la stiratura del colletto e dei polsini, successivamente delle spalle continuando con davanti, giro bottoni e asole, dietro ed infine le maniche nella loro lunghezza mantenendo le eventuali pences lato ferro; gli elastici degli indumenti non andrebbero mai stirati in quanto la gomma che contengono finirebbe per sgualcirsi e diventare inservibile al suo scopo, ovvero cingere il corpo. Questo non vale invece per il tessuto elasticizzato, che risente invece del mancato passaggio del ferro da stiro, il tessuto tecnico e termico a sua volta necessita dell'intervento di stiratura, il tessuto del costume invece può farne tranquillamente a meno in quanto è studiato appositamente per mantenere quella sua forma
Un'ottimo aiuto anche in altre occasioni di ricerca per immagine.
Oppure potete sempre chiedere a me 😉